DDL 982: LA NOTA DELLA FIOPS A GALLINELLA

DDL 982 SUL RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI AGRICOLTURA E PESCA IN MARE
RICHIESTA AUDIZIONE DELLE RAPPRESENTANZE DELLA PESCA SPORTIVA E RICREATIVA.

La nota inviata dalla FIOPS - Federazione Italiana Operatori Pesca Sportivaal presidente della commissione agricoltura alla camera, l’onorevole Filippo Gallinella

Il disegno di legge 982 attualmente in discussione presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati riguarda vari aspetti legati al riordino della normativa in materia di agricoltura e di pesca. Quest’ultima è affrontata in solo due dei 32 articoli del testo (16 e 17). In particolare l'art. 16 prevede una delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di pesca e acquacoltura, da emanarsi entro 12 mesi dalla promulgazione della legge sulla base di alcuni principi e criteri direttivi. Tra questi si segnala la seguente lettera:
g) adeguamento delle disposizioni degli articoli 138 e 140 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639, alla normativa dell’Unione europea in materia di limiti alla strumentazione utilizzabile per l’esercizio della pesca sportiva; 
Tale testo ricalca quanto già proposto nella scorsa legislatura da DDL 338 e abbinati, approvato alla Camera e arenatosi al Senato. Le associazioni rappresentative della pesca ricreativa avevano nell’occasione concordato con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali la concertazione di ogni eventuale provvedimento con le associazioni della pesca sportiva e ricreativa e il mantenimento della strumentazione attualmente consentita, sottolineando quanto questa sia già perfettamente coerente con le norme comunitarie.
Appare verosimile che la riproposizione del principio direttivo sopra citato risponda a istanze provenienti dalle associazioni rappresentative della pesca professionale, che ancora una volta strumentalizza il conflitto con la pesca sportiva e ricreativa. In particolare alcune associazioni hanno manifestato contrarietà all’utilizzo per la pesca ricreativa di attrezzi non individuali quali nasse e palangari ritenendoli strumenti riservati alla pesca professionale. Tali affermazioni sono prive di alcuna giustificazione tecnica e scientifica e rischiano di risultare soltanto pretenziose.
Del resto l'attuale normativa vigente per gli attrezzi della pesca ricreativa italiana risulta già perfettamente conforme con i dettami dell’Unione Europea e in particolare con l'articolo 17, comma 1 del regolamento comunitario 1967/2006 che indica l’attrezzatura vietata alla pesca sportiva: 
1- Nell'ambito della pesca sportiva è vietato l'uso di reti trainate, reti da circuizione, ciancioli, draghe, reti da imbrocco tirate da natanti, draghe meccanizzate, tramagli e reti da fondo combinate. Nell'ambito della esca sportiva è altresì vietato l'uso di palangari per la cattura di specie altamente migratorie. 
Pertanto non esiste alcuna necessità di adeguamento ad alcunché. Tale proposta potrebbe invece sottendere una malcelata volontà di tornare sull'argomento nella speranza di ottenere qualche limitazione per la pesca ricreativa da sempre considerata una “concorrente” non gradita della pesca commerciale cui andrebbe di fatto riservato lo sfruttamento delle risorse ittiche. 
Del resto gli attrezzi non individuali sopra citati hanno già una limitazione d'uso per i ricreativi che, già nel rispetto della normativa comunitaria, appaiono adeguate a un prelievo razionale e sostenibile, conforme ai limiti di pescato vigenti per il pescatore ricreativo.
Si osserva che i circa due milioni di pescatori sportivi italiani meriterebbero una più specifica considerazione e un testo di legge ad essi dedicato. Questa è piuttosto l'indicazione proveniente dall'Unione Europea che sempre più rilevanza attribuisce al fenomeno della pesca sportiva e ricreativa anche dal punto di vista socio-economico. Pertanto si auspica che ogni iniziativa parlamentare e/o ministeriale in materia di pesca sportiva e ricreativa venga concertata e discussa con le associazioni rappresentative del settore e non sia unicamente influenzata dalle pressioni della pesca commerciale.
In più occasioni nei mesi scorsi abbiamo avuto occasione di confrontarci su questo tema con lei e sempre abbiamo riscontrato disponibilità all’ascolto e volontà costruttiva.
Per tale motivo oltre alla presente nota auspichiamo che le rappresentanze della pesca sportiva e ricreativa italiane, e tra queste anche la FIOPS, possano essere al più presto audite dalla commissione e si possa lavorare ad un testo che inizi ad affrontare anche gli innumerevoli aspetti della pesca sportiva e ricreativa.